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Terapie per la caduta dei capelli: facciamo il punto della situazione


Svoltosi nella suggestiva e fascinosa cornice marinara Toscana abbiamo avuto il privilegio di partecipare ad un interessante congresso che ha coinvolto alcuni tra i più quotati tricologi italiani.Il tema sempre spinoso della caduta dei capelli e dell’alopecia androgenetica maschile e femminile e’ stato affrontato facendo un
 punto sulle terapie “gold standard”.28 giugno 2014, Castagneto Carducci(Livorno)Svoltosi nella suggestiva e fascinosa cornice marinara Toscana abbiamo avuto il privilegio di partecipare ad un interessante congresso che ha coinvolto alcuni tra i più quotati tricologi italiani.Il tema sempre spinoso della caduta dei capelli e dell’alopecia androgenetica maschile e femminile e’ stato affrontato facendo un
 punto sulle terapie “gold standard” attualmente utilizzate e sulle nuove prospettive di cura analizzate mediante il supporto scientifico degli studi internazionali ad oggi presenti.Ribadita la scarsa o nulla efficacia di alcuni ritrovati pubblicitari,che sono veri e propri “specchi per le allodole”, si è valutata l’efficacia dell’approccio farmacologico attualmente utilizzato.
Finasteride o dutasteride? Minoxidil per uso topico o per via orale? 
Ed infine: inibitori della 5 alfa reduttasi o utilizzo di nuove molecole come la beta catenina?I risultati di alcuni di questi farmaci sono spesso molto buoni, a fronte di effetti collaterali statisticamente poco rilevanti ed effettivamente quanto riportato può confortare in termini complessivi il paziente.E pur vero che soprattutto nel sesso maschile, il timore recondito di quella voce statisticamente poco rilevante ma comunque esistente di possibili “side effects” transitori associati alla sfera sessuale porta ad avere un certo scetticismo nel dover affrontare alcune di queste terapie, per di più per un periodo di lunga durata.
Si è discusso anche nelle nuove frontiere di cura il cui approccio verte sulle cellule staminali.Il famigerato PRP viene praticato diffusamente e con buon successo nel nostro paese e nel mondo ma gli unici due studi scientifici di lunga durata completati per ora esistenti non sciolgono completamente il dubbio sulle potenzialità e sull’efficacia a lungo termine di questa tecnica e soprattutto non definiscono le linee guida per poterla effettuare in modo standardizzato e più efficiente possibile.
L’assenza di effetti collaterali ed i risultati preliminari sull’oggettivo aumento di grandezza del capello sono estremamente incoraggianti ed in attesa di una risposta definitiva quando negli USA si completeranno i nuovi trials clinici attualmente in corso, il PRP rimane una metodica sulla quale poter porre più di una semplice speranza per il futuro.Quando la terapia medica e/o chirurgica e’ oramai inefficace per la gravità del quadro clinico o semplicemente per il rifiuto al trattamento da parte del paziente, si può ricorrere a soluzioni cosmetiche di camouflage che permettono di ottenere un risultato estetico accettabile ed abbastanza naturale.Tra questi sta trovando largo impiego la tricopigmentazione del cuoio capelluto che poi non e’ altro che un tatuaggio cosmetico permanente che simula la presenza del capello.
In attesa che il tempo e la ricerca possano fornire una risposta definitiva al problema della caduta dei capelli,in tutte le sue forme, ci confortano i progressi effettuati negli ultimi 20 anni, che obbiettivamente fanno intravedere una soluzione sempre più vicina.